Il progetto del Partito democratico attraversa una fase difficile e pericolosa.Le dimissioni di Walter Veltroni non segnano esclusivamente il fallimento politico di una persona,ma al contrario evidenziano le difficoltà enormi che il partito intero sta affrontando sul piano politico,programmatico ed organizzativo.
Di analisi politiche e non sulla crisi del Pd ne abbiamo ascoltate e lette tante e rimarcarle sarebbe esercizio semplice,ma scarsamente utile per chi ha a cuore le sorti dei democratici italiani.
Tuttavia le suddette analisi peccano di una riflessione importante.Le difficoltà del Pd a livello nazionale,messe a nudo quotidianamente dai mezzi d'informazione,nascondono un dato ancor più allarmante:i problemi enormi che i democratici accusano a livello locale,perché è in quel contesto che è nata e si accresce giorno dopo giorno la crisi vera e profonda di un intero progetto politico.
Ripartire dai territori per ridare slancio al progetto politico del Pd è l'unica ricetta valida.
Il Partito democratico di Francavilla Fontana sotto questo punto di vista rappresenta il miglior esempio di quanto detto fino ad ora,anzi probabilmente rappresenta un vero e proprio "caso limite".
Il Pd della città degli Imperiali è nato con grandi aspettative,in una realtà in cui è altissima la richiesta di innovazione e di rottura rispetto al recente passato politico ed amministrativo targato centrodestra.
Tuttavia i democratici francavillesi fino ad ora non hanno saputo cogliere questa enorme opportunità.
Alla richiesta di innovazione e di rottura rispetto al passato si è risposto con tutt'altro.Soliti nomi,soliti metodi,soliti litigi,solito nulla.
Il Pd di Francavilla non ha un segretario,una segreteria ed un organo decisionale da cinque mesi e questa situazione politico-organizzativa grottesca non è figlia del "caso",ma di una precisa logica che vede, da anni, i maggiori partiti del centrosinistra (Ds e Margherita in testa) schiavi del volere delle oligarchie provinciali ,partiti incapaci di delimitare un proprio contesto di autonomia decisionale.
Ciò ha fatto si che,da un lato,Francavilla diventasse negli anni terreno di conquista per l'onorevole o il consigliere regionale di turno e dall'altro,che il centrosinistra francavillese rimanesse sempre minoritario senza diventare mai forza di governo per non assumere proprio quel livello di autonomia e di maturità politica temuto dalle oligarchie dei partiti.
La storia si è ripetuta anche con la nascita del Pd.
Un Pd volutamente debole,una pedina utile da spostare sullo scacchiere della politica provinciale.
Il Pd non ha un segretario?Meglio!
Il Pd non ha una linea politica?Meglio,la dettiamo noi!
Il Pd non ha un candidato sindaco?Meglio ancora,lo scegliamo noi!
"Noi",ovvero i cacicchi provinciali e gli onorevoli che si ricordano di Francavilla solo quando torna utile.
Quel "Noi" al contrario nel Partito democratico dovrebbe rappresentare i cittadini,i dirigenti locali,i consiglieri comunali che ogni giorno stanno a contatto con la gente,con i problemi di una comunità.
Invece a Francavilla accade il contrario.Un paio di dirigenti in nome e per conto di non si sa chi decidono il destino di un intero partito e lo fanno come la carboneria ottocentesca,in gran segreto, nei luoghi meno accessibili...
Si è passati dalle primarie,in cui migliaia di cittadini scelgono il loro candidato,alle dita di una mano che rappresentano il numero delle persone che si sono illegittimamente arrogate il diritto di decidere il destino del Partito democratico francavillese (sic!).
Sono tantissimi gli elettori del Pd,i dirigenti locali ed anche i semplici cittadini che non accettano tutto ciò,perché altrimenti avrebbero aderito,votato o guardato con interesse a Forza Italia,non certo al Partito democratico.
Allora occorre ripartire proprio dal termine democratico.Le decisioni vanno prese allargando al massimo la platea ed i programmi vanno scritti coinvolgendo tutti i settori della società.
Occorre costruire il Partito democratico che fino ad ora è stato solo un simbolo,una scatola vuota e per farlo è necessario che ad ognuno sia concessa l'opportunità di dare il proprio contributo,che ogni singolo cittadino si senta importante,che ogni idea abbia voce e luogo in cui essere espressa ed ascoltata.
All'importante appuntamento elettorale del 6 Giugno mancano poco più di cento giorni,pochi, molto pochi.
Tuttavia è possibile ancora coltivare una piccola speranza di invertire un processo che sta portando il centrosinistra all'ennesima sconfitta ed il Pd alla prematura scomparsa.
Ciò può avvenire soltanto attraverso l'immediato ripristino degli organi decisionali e politici interni al Pd francavillese ed al contempo mediante l'apertura vera,democratica e senza compromessi della scelta del candidato sindaco,delle alleanze e del programma di governo.
Se ciò non avverrà rapidamente saranno in molti,ragionevolmente,a non ritenere opportuno il proprio impegno nelle prossime elezioni amministrative,a non spendersi per un qualcosa che appare lontanissimo dai principi su cui si fonda il Partito democratico.
Per un Partito veramente democratico.
Se qualcuno lo ritiene opportuno,può liberamente sottoscrivere il post,documento,appello,grido di dolore o chiamatelo come volete...




35 commenti:
martedì 17 febbraio 2009
Io il 6 Giugno rimarrò a casa.
La sconfitta alle elezioni regionali in Sardegna,l'ennesima per il Pd,dovrebbe far comprendere ai dirigenti democratici che è arrivato il momento di assumere delle decisioni forti.
La dimissioni di Veltroni?Certo che no.
Le dimissioni di un intera classe dirigente?Certo che si.
Il problema del Pd non è il leader ma la propria classe dirigente.Problema che investe i democratici non solo a livello nazionale,ma anche e soprattutto a livello locale.
Prendiamo il caso del Pd francavillese.
Siamo a Febbraio e i democratici non hanno un segretario,un candidato sindaco,una linea politica.
Continuano gli incontri segreti,le guerre intestine si accentuano ed a tanta gente,come il sottoscritto,aumenta la nausea.
Anzi nelle ultime ore si discute la possibilità di indire delle primarie fasulle.Fasulle come i caproni che hanno ferito mortalmente il progetto democratico con le lo loro aspirazioni personali e con la loro ricerca costante di una poltrona dove parcheggiare il sedere.
La verità dobbiamo dircela fino in fondo:voi dirigenti democratici siete diventati peggiori della gente e del sistema di potere che dite di voler combattere,tutti,nessuno escluso.
Io ho creduto fortemente nel progetto del Partito democratico nel momento in cui esso aspirava a rappresentare una reale e seria alternativa rispetto a tutto ciò che ha mortificato la nostra terra negli ultimi venti anni.
Ma voi,cari dirigenti democratici,rappresentate la continuità con il passato buio della nostra città.
Voi,cari dirigenti democratici,non siete alternativi,ma uguali a tutto il resto.
Avete perso una grande occasione,avete deluso tanta gente,avete mortificato un progetto politico che per me rimane ancora valido.Rimane valido il progetto Pd,non voi che quel progetto non lo rappresentate nella maniera più assoluta.
Mi chiedo:ma non vi rendete conto di quale enorme figura cacchevole state facendo davanti alla città?!?!
Se per farvi fare un passo indietro,se per liberare il Partito democratico dalla vostra presenza servirà l'ennesima sconfitta,io sono pronto a dare il mio contributo.
Io il 6 Giugno rimarrò a casa.
Giuseppe Bruno
Bravo Giuseppe,
(mi riferisco al commento prima di questo, non all'articolo. Nell'articolo scarichi le responsabilità della debolezza della classe dirigente locale su quella provinciale e sai che non è così: quelli locali non sanno mettersi d'accordo nemmeno per un direttorio né per le primarie, figurati a scegliere un segretario o un candidato unitario...)
siete degli irresponsabili, degli incoscienti, dei falsi moralisti, pegio dei peggiori del centrodesta che quantomeno lo ammettono di essere quelli che sono. ma voi?, per fortuna non tutti, del PD?! incontri segreti con la parte più...dell'altra parte. in cambio di che cosa? ... di solo illusioni!!! poveri voi che vivete di questo. povera francavilla. che differenza fa tra voi, tre-quattro ... non faccio nomi per serietà ma anche perchè ormai siete sputtanati, e il passiatore, bungaro, curto, ecc - siete uguali, anzi peggio! ... e ancora ne vedremo delle belle...
“La democrazia è metodo per decidere attraverso la partecipazione e non per partecipare a prescindere dalla decisione”(Bersani per il P.D.).
La attuale situazione del Partito Democratico a livello nazionale pone un grave pregiudizio sulla sua stessa sopravvivenza: i fatti di Napoli e di Pescara, i risultati elettorali in Abruzzo ed in Sardegna, la nostra litigiosità non sostenuta da ragionamenti politici per i quali valga davvero la pena di sostenere una discussione… il ricondursi, in ogni caso, di qualsiasi diatriba ad una avvilente conta, ad una prova di forza… toglie l’entusiasmo e lo trasforma in una sensazione di inadeguatezza e di inutilità, poiché è chiaro a tutti che alla fine vincono i numeri, le tattiche e non i ragionamenti.
Abbiamo perso di vista il bene pubblico, siamo distanti dai bisogni della gente e non riusciamo a parlare delle cose che riguardano la collettività o dei bisogni individuali dei cittadini, che ci guardano interdetti e si chiedono “Ma di che parlano?”.
Stiamo assistendo ed anzi siamo corresponsabili di uno spettacolo davvero insopportabile!
Impegnati come siamo ad aggiustare i pesi, non ci rendiamo conto che la distanza che si va via via strutturando tra noi e la gente è direttamente proporzionale al disastro elettorale che si va, sempre più, compiendo.
Occorrerebbe una risposta chiara e netta, riconoscibile; sicché alla gente possa risultare inequivocabile la logica e gli obiettivi che guidano il nostro agire.
Ed invece… tante parole… tanto rumore…per nulla!
La verità è che il PD ha mutuato una classe dirigente che ha paura di prendere posizione per non perdere posizione. Ed allora si sente parlare di capobastone, anziché di leader, di trasversalismo anziché di linea politica chiara, di potere anziché di politica: ma una classe dirigente così manca di lucidità e di lungimiranza; una classe dirigente così riesce a vedere alla patetica distanza del proprio orticello.
In questo momento di minimo consenso ciò che ci aiuterebbe non è nicchiare nel limbo dell’indecisione, ma proporre senza paura e senza tentennamenti che stiamo inequivocabilmente dalla parte della gente, di quella gente che si è accorta da tempo che le cose vanno male; non dalla parte di chi continua a sostenere che non c’è problema e che solo depressi e pessimisti possono asserire il contrario.
In questa situazione nazionale e locale continuare a tergiversare, oltre a denunciare una mancanza di identità e di coraggio, è a dir poco grottesco.
I tempi che ci attendono non saranno facili; la situazione di stallo nella quale siamo da troppo tempo è difficile da risalire; il silenzio sulle questioni importanti della città e del territorio è vissuto dai cittadini come colpevole!
Abbiamo promesso un cambiamento della politica, abbiamo fatto appello alle nostre forze migliori, abbiamo fatto le primarie…
Purtroppo, con gli appelli non si producono grandi cambiamenti.
Per un cambiamento vero ci vorrebbe una nuova classe dirigente onesta e capace.
Ma anche questa occasione è andata persa, poiché si è utilizzato il pretesto del cambiamento per ridurre in isolamento coloro che non erano funzionali agli scopi! Adducendo motivazioni anagrafiche a questioni che andavano affrontate in ben altri termini.
Lo dimostrano i fatti. E le primarie del PD non sono servite a niente sotto questo profilo.
I maggiorenti degli ex Ds più quelli degli ex Margherita hanno preso posizione e addio cambiamento!
Sia chiaro, non siamo tra quelli che credono nel cambiamento dell’epurazione e neanche in quello edonistico e civettuolo che vuole tutti belli e giovani, magari fotogenici.
Il cambiamento che intendiamo ha a che fare con la rotta, con un progetto politico che rende chiara la differenza tra noi e Berlusconi, tra noi e Fitto, tra noi e Curto o Vitali e compagnia bella…
Nonostante questa analisi amara abbiamo lottato con senso di responsabilità e spirito di servizio per smobilitare la situazione attuale, a partire da Francavilla.
Gli eventi di questi ultimi mesi sono, purtroppo, però, chiari a tutti.
Fino ad oggi.
A meno di quattro mesi da elezioni importanti che potevano confermarci alla guida della provincia e, finalmente, conquistare la possibilità di governare Francavilla, dimostrando, una volta per tutte che “un altro modo è possibile”, noi siamo ancora in balia delle onde: non abbiamo un candidato alla provincia, o forse ce l’abbiamo e non tutti lo sanno; non sappiamo chi sta con noi e chi contro; non abbiamo un candidato alla carica di sindaco.
Oggi non c’è più tempo e forse era proprio questo l’obiettivo di qualcuno: arrivare in tempo per un’unica possibile soluzione già preventivamente concordata.
Sono trascorsi quattro lunghi mesi da quando il segretario Bruno si è dimesso.
E sarà bene ricordare che non c’è stata nessuna mozione di sfiducia.
Perché se così fosse stato, allora ci sarebbe stata una regolare votazione da parte dell’assemblea di circolo ed una convocazione dell’assemblea degli iscritti entro i trenta giorni successivi.
Così non è stato e di mesi ne sono passati quattro.
Per arrivare ad oggi e discutere ancora del nulla?
Noi siamo militanti da tanto tempo e siamo riconoscibili e la gente, gli elettori, i non militanti ci interrogano, ci chiedono spiegazioni.
E noi siamo ormai troppo spesso in quella posizione scomoda di dover tentare di spiegare cose per le quali noi stessi esigeremmo una spiegazione.
Neanche Kafka sarebbe riuscito, con la forza dell’immaginazione, a proporre una situation così…
In questi mesi abbiamo usato la massima pazienza ed il silenzio prudente, mentre si tessevano ed intrecciavano varie ipotesi di soluzione ad una situazione che poi non era così difficile da risolvere.
Abbiamo accolto la proposta del segretario provinciale,Lorenzo Cirasino, di una reggenza che tenesse dentro tutti con un preciso e temporaneo mandato. Ed abbiamo scoperto presto che non andava bene…
Abbiamo proposto una cosegretaria che inchiodasse tutti alla responsabilità di fare gli interessi del Partito e della città, ma anche questa non va bene, perché non contemplata dallo statuto e dal regolamento… come se tutta questa situazione fosse riconducibile a qualche regola scritta o sia pure non scritta!
Siamo stati accusati di non avere idee, perché non abbiamo fatto viaggiare le nostre proposte su giornali e blog…
Siamo stati accusati di essere sfascisti, mentre è sotto gli occhi di tutti che a trarre vantaggio dalla mancanza di un responsabile sono gli irresponsabili ed i “sottolavoristi”; quelli che giocano su tanti tavoli contemporaneamente e per i quali “comunque vada sarà un successo…”; gli incantatori di serpenti.
La nostra decisione è la conclusione di un ragionamento sofferto e consapevole non solo delle difficoltà che ci attendono, ma soprattutto delle dinamiche che attiverà.
Ma non possiamo partecipare a prescindere dalle decisioni!
Per questo comunichiamo la nostra decisione di autosospenderci da un partito nel quale abbiamo creduto e crediamo e che abbiamo contribuito a far nascere con tutta la convinzione possibile: ora però non ci convince più!
Non possiamo continuare a condurre una battaglia interna, quando fuori imperversano dinamiche di posizionamento che isolano il partito e lo riducono a strumento per la realizzazione di strategie giustificazioniste che non condividiamo.
Non possiamo continuare a difenderci dagli attacchi interni e da quelli esterni o presunti tali.
È venuta meno la ragione dello stare insieme!
È venuta meno la fiducia reciproca, già fortemente provata!
È venuta meno la certezza degli obiettivi!
È venuto meno quel rispetto che tutela le persone e con esse le idee per le quali si battono!
Viviamo questo momento e questa decisione come una grande sconfitta: ma non possiamo e non vogliamo assumerci la responsabilità di dover aderire a scelte elettorali pericolose.
Un partito che può fare a meno dei suoi iscritti e dei suoi sostenitori storici, di coloro che questo partito hanno fondato e cerca di strappare il consenso a non meglio precisate aree di centro e di destra è un partito che non ci corrisponde.
Un partito che usa la formula della società civile per squalificare e per far passare qualsiasi cosa senza renderne conto è un partito che non ci corrisponde.
Il nostro partito ha fatto un congresso e quel congresso ha deciso una linea politica che non prevedeva né Curto, né la Polibortone, né affini…
Pertanto, certi di aver aderito ad un partito di centro sinistra, combatteremo perché resti tale e non tradisca le promesse.
L’autosospensione ha quindi questo senso: il senso della protesta e della battaglia, perché questo progetto ha ancora tutto il senso per il quale ci siamo spesi e nel quale abbiamo creduto.
Non abbiamo intensione di vederlo occupato impropriamente ed abusivamente da chi ha altre idee ed altre filosofie di riferimento.
Il Partito Democratico rappresenta il popolo di centro sinistra ed è a quel popolo che noi vogliamo parlare ed è a loro che vogliamo chiedere il consenso politico ed elettorale.
Alla domanda se si debba perseguire la peggiore delle vittorie elettorali o la migliore delle sconfitte, non abbiamo dubbi: noi scegliamo la dignità e la chiarezza della proposta politica, senza sorprese, senza pasticci e, soprattutto, senza inciuci.
Il nostro codice etico ed il nostro regolamento interno ci convincono. E se non deponiamo le armi è perché abbiamo la certezza di non aver sbagliato nella scelta fondamentale. Tuttavia non intendiamo assumerci e condividere le responsabilità che derivano e deriveranno da comportamenti ed azioni incomprensibili e dannose.
Non vogliamo trovarci a discutere del futuro di questo territorio con quelle stesse persone (o personaggi) che l’hanno bistrattato, vilipeso, oltraggiato; confinando il diritto di cittadinanza in un mero parcheggio per sudditi, dal cui “buon comportamento” derivano i piccoli successi personali…
Non possiamo arrenderci all’evidenza del pensiero unico e neanche alla logica del “se non sei con me sei contro”.
E questa posizione non può reggere l’accusa di solipsismo.
Noi conosciamo le regole della democrazia e le sappiamo osservare e rispettare.
Ma se per essere riconosciuti capaci di stare insieme agli altri dentro un processo, dobbiamo rinunciare al pensiero ed alla libertà di scelta, di posizione e di opinione è evidente che abbiamo un’idea diversa di democrazia e di partecipazione.
Si tratta ora di capire se in questo nostro Partito, così com’è, ci sia spazio per la filosofia politica, le ragioni e le scelte che hanno determinato la nascita del Partito Democratico, oppure no.
“La democrazia è metodo per decidere attraverso la partecipazione e non per partecipare a prescindere dalla decisione”.
Abbiamo atteso, pensato e ripensato prima di rendere pubblico questo scritto.
Oggi, dopo le dimissioni di Veltroni, le dichiarazioni di Boccia, le posizioni assunte a livello regionale dalle donne del partito, e le bordate di Emiliano, non abbiamo più alcun dubbio.
Se è vero che questo PD non ci corrisponde, se non riconosciamo nell’attuale percorso ciò che abbiamo sottoscritto, aderendo al processo costituente, e per cui abbiamo lottato, è altrettanto vero che non intendiamo mollare e che continueremo a difendere il NOSTRO PARTITO con ogni arma e con ogni mezzo leale che la democrazia mette a disposizione.
Francavilla Fontana, 20 febbraio 2009
Tani Roma
Grazia Fanelli
Mimmo Tardio
Giuseppina Montanaro
Mario Zizzo
Lina Rodia
Gino Montanaro
Fioranna Cinieri
Gino Fanizza
Grazia Solazzo
Giuseppe ti seguo da molto tempo,leggo ciò che scrivi e ne apprezzo spesso i contenuti.
Tu sei un talento,uno che farà sicuramente strada però devi cercare,come hai fatto in questo brillante articolo,di emanciparti da determinate logiche e persone.Farai a te stesso solo del bene.
Un abbraccio,Carlo
Caro Giuseppe mi auguro che la tua voglia essere una provocazione.
Per non ammazzare la democrazia occorre assolutamente votare.
Lo so, lo capisco, non hai scelte, ma è molto meglio imbucare scheda bianca che non presentarsi per niente.
Su un post mi hai invitato a percorrere un cammino assieme, hai scritto testalmente: “Savino sai che sono totalmente d'accordo con quanto scrivi…
…non credi Savino che nella nostra città manchi la capacità di fare squadra ovvero la capacità di mettere insieme le forze sociali oneste e volenterose in ragione di un determinato obbiettivo quale, per esempio, quello di riuscire a smuovere, a terremotare una situazione di appiattimento culturale, sociale ed economico che ha prodotto il "buio" di cui tu parli?”.
Ti ho risposto che sono pronto, anche con il distinguo e il rispetto delle diversità, non fosse altro che per la differenza di età.
Ti invito, adesso, a metterti al servizio della comunità, intendo questa comunità. Possiamo promuovere un dibattito. Perché no. Potrebbe benissimo uscire fuori una proposta, se valida, se alternativa, questo lo vedremo ma sicuramente ci rimarrà la consapevolezza di averci provato. Attendo risposta.
Tolti dalle scatole
Tani Roma
Grazia Fanelli
Mimmo Tardio
Giuseppina Montanaro
Mario Zizzo
Lina Rodia
Gino Montanaro
Fioranna Cinieri
Gino Fanizza
Grazia Solazzo
via libera all'alleanza Curto-cio' che resta del PD, con Semeraro Sindaco.
http://francavillaradicale.blogspot.com/2009/02/per-non-essere-complici-di-questo.html
Ma Semeraro è il cugino dei palazzinari? Capisco........
facciamo una assemblea degli iscritti, votiamo gli interventi delle varie tendenze ed accettiamo il risultato della democrazia visto che pretendiamo di volerla insegnare agli altri;
se questo non va bene facciamo le primarie e votiamo ognuno per lo schieramento che preferisce.
responsabilità vorrà in entrambi i casi che la parte minoritaria accetti il responso e resti nel partito a sorvegliare quello che fà l'altra parte.
non ci facciamo imporre dall'alto (tomaselli Cirasino o altri) qualsiasi decisione; non sarebbe giusto perchè sarebbe una decisione non partecipata e questo non deve avvenire nel PD.
l'esempio di Firenze dove un giovane candidato alle primarie del PD ha sconfitto il contendente scelto da Veltroni e Dalema è la dimostrazione che tutto è possibile, e che il ricorso agli elettori sovrani è sempre una scelta difendibile in futuro.
smettiamola adesso e cerchiamo di costruire qualcosa;
quelli che in questi anni non hanno prodotto risultati accettabili devono assumerne le responsabilità e le conseguenze.
l'anzianità di servizio non è certo un merito. allarghiamo la base a persone nuove e non facciamo riunioni separate perchè cosi alimentiamo il sospetto e la discordia a nostro danno.
Proposta "Rifiuti Zero" su www.idvfrancavillafontana.blogspot.com
Mi sembra giusta e pintuale la presa di posizione dell'anonimo di oggi 13.41.
C'è bisogno, comunque di prendere una decisione.
PD svegliati!!!
Assemblea dei tesserati.
Ma i 10 che si sono autosospesi hanno la tessera?
TANI ROMA ha la tessera???
.......
Ciao Cosimo.
SONDAGGIO
Tra i PARACADUTISTI, vedi SenzaColonne di oggi):
TOMMASO RESTA
MARCELLO CAFUERI
MAURIZIO BRUNO
ALFREDO IAIA
GRAZIA FANELLI
chi scegliete come candidato alle Primarie Fasulle contro Mario FILOMENO?
Cafueri
Cafueri 1
Resta 0
Bruno 0
Fanelli 0
Iaia 0
(Iaia sempre ultimo)
Filomeno è già fasullo senza le primarie.
Filomeno vince le primarie anche senza paracadute, ricordatevi che ha quasi 100 voti.
Attenti ai 3 voti di Rochira, alle primarie potrebbero fare la differenza. Vai Filomeno sei forte...comu l'acitu.
Avv. Cafueri M
Cafueri 2
Resta 0
Bruno 0
Fanelli 0
Iaia 0
(Iaia sempre ultimo)
"Carissima/o,
Ti scrivo per chiederti un piccolo sforzo per una importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l'idratazione e l'alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l'ultima parola. Qual è allora l'utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata?
La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all'assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.
Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l'appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare.
Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.
Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito www.appellotestamentobiologico.it e grazie perché abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme!
Ignazio Marino"
una domanda sorge spontanea (insieme a tante altre per la verità, ma per adesso lasciamo perdere)....ed è la seguente: ma Gino che c'entra con Kafka? Mah!
F.to Gino Siriscalda
Filumenu è accettatu??
Vogliamo sapere...
Che pena fate! I candidati sindaci, quelli veri sono: Della Corte, Di Nunzio, Filomeno e Semeraro, ovvero Curto. Meno ciance e votate se avete stomaco.
siccome stomaco non ne abbiamo,te li voti tu.Meglio morire da soli come PD ,con un candidato giovane e che si investi per il futuro,io vedo bene la giovane Paciullo Valentina.
E si brucia pure Valentina.
Dopo Tatarano e Cafueri adesso cominciamo a bruciare i giovani!
Complimenti ai democratici!
P.s. comunque due assessori provinciali su due è il 100%: siete una potenza!!!
Sarebbe meglio per voi dividervi una volta per tutti.
Ieri sera incontro Tomaselli-Filomeno: ce si sape?
Com'è sci spicciatu il Grande Fratello?
Tomaselli, nominatu a Roma, ca ci l'eramu duvutu vutà n'era pigghiatu si e no cincu o sei (di preferenze), è nominato a Filumenu?
E Iaia comu stae? Sempre ultimo?
In questa bolgia è difficile ritrovare un ordine...
io voglio sottoscrivere l'appello democratico di Giuseppe e ringraziarlo per la pazienza, il coraggio e la tenacia che ogni giorno dimostra nel trattare tutte le questioni nella maniera più onesta e trasparente possibile.
Questa è la linfa di cui la politica ha bisogno!
Grazie Giuseppe.
PEr quanto riguarda gli "auto-sospesisi"...mi piacerebbe capire da cosa si sono sospesi, vista l'assenza totale del PD da qualsiasi questione politica nel senso più alto del termine!
...e questo grazie anche (ma non solo) a chi ha paralizzato il partito con un documento il cui seguito è stato il nulla in cui siamo (e che oggi si sospende...bha..).
spero che ci sospendiamo un po' tutti dalla magra figura che come partito stiamo facendo con la cittadinanza...ah...già...quella è l'ultima cosa alla quale stiamo pensando...(ed è questo il nostro problema)!
RIBADISCO LA NECESSITà ASSOLUTA DI PORRE FINE ALL'INFINITO SUSSEGUIRSI DI ACCORDI FALSI E DI DELETERIE PAUSE DI RIFLESSIONE, CHE SPOSTANO IN AVANTI LA CRISI E NON NE PERMETTONO LA FINE.(da qui quelle strategie fantascientifiche come le presunte primarie fasulle!)
LA MIA SOLUZIONE E' E RIMANE IL COMMISSARIAMENTO!
No!
Atu sbagliatu trasmissione: non è il Grande Fratello, si chiama FILUMENU Marturanu.
Don(na) Filumenu è dittu: qua sto e mmi vogghiu sposu cu te, ue Tomase'. E cuddu e dittu: iu ti vogghiu, ma l'agghia ddi all'atri...
leggo ormai da mesi e mesi le stesse cose..le stesse polemiche,ma anche gli stessi propositi da parte di tutti e tra pochi mesi si vota.
Mi sembra che ci siano parecchie rogne nel PD francavillese,allora meglio commissariarlo,tanto le elezioni ormai son perse ed anche a tirare fuori un nome dal cilindro l'unico candidato credibile per gli elettori non di destra sarà Filomeno.
Che perderà anche lui,però bisogna dargli atto che come si dice da noi,sckaffuni ntra lla faccia vi ni sta ddai!!!
povero PD!!
Valentina e Giuseppe siete voi il futuro del Pd,nonchè le uniche speranza per ridare dignità ad un partito maleodorante.
Non mollate
E' vero damià
Oggi su trcb c'è stato lo scontro tra Bruno e Tardio,il risultato:
Bruno - Tardio:2 - 0
secondo me dovrebbero ritirarsi tutti e due, atru 2-0!
Udc: sto al centro, anzi no...mi sposto a destra
I meccanismi della politica sono strani e spiegarli in maniera chiara agli elettori, è davvero difficile. L’Udc si trova in una situazione abbastanza difficile: a livello nazionale il segretario Casini si batte per restare in autonomia, a livello pugliese, il commissario Sanza segue perfettamente questa linea, sforzandosi ogni giorno, di differenziare il suo partito dagli altri due, Pdl e Pd, ma a Brindisi, come sempre, la situazione è un po’ più complessa. L’Udc sta cercando di aggregare nella cosiddetta federazione di centro, i vari movimenti sorti in questi mesi, come costole del centrodestra, alcune delle quali sono espressioni di partiti nazionali, come la Destra di Storace e l’MPA di Lombardo, altri invece, arrivano addirittura dal centrosinistra, come l’Udeur di Mastella, che ha deciso di tornare alle sue origini di centrista, appoggiando, dove è possibile, la posizione dell’Udc. Ma non finisce qui l’ipotesi di accordo a livello locale, perché esistono altre due liste, o meglio gruppi di liste, che fanno capo a due leader e cioè, Raffaele De Maria ed Enzo Gallone. Almeno 4 liste che potrebbero portare un gruzzoletto di voti assai interessante, per un grande centro che si propone come alternativa ai due poli storici rappresentati dal Pd e dal Pdl. Conti alla mano, se tutti questi gruppi o partiti si mettessero insieme, potrebbero raggiungere tranquillamente, un buon 30% dei voti disponibili, costringendo sicuramente al ballottaggio sia il Pd che il Pdl, se non addirittura, superarne uno dei due. E’ un’ipotesi abbastanza suggestiva, ma che ha dei blocchi innegabili. Ognuno ha il suo ipotetico candidato sindaco e purtroppo, uno solo può essere indicato, quindi, a meno di passi indietro da parte di più di uno di loro, l’ipotesi della confederazione di centro, almeno a Brindisi, sembra poco proponibile, salvo a non renderla asfittica, privandola di più di uno di questi componenti. E allora, ecco spuntare la solita ipotesi di chiara derivazione democristiana, di fronte all’impossibilità, di trovare sempre un modo per risolvere, ed è pronto nell’angolo, l’eventuale accordo con il Pdl di Mennitti. Insomma, di politico c’è ben poco, ma soprattutto manca la chiarezza e l’onestà intellettuale, dove il più forte, in questo caso l’Udc, sta giocando come il gatto con il topo.
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