venerdì 27 febbraio 2009

Parliamo dei problemi della città.

I tempi lunghi della politica,simili alla fabbrica di San Pietro,hanno fatto perdere di vista un po' a tutti i motivi per cui il 6 Giugno i francavillesi saranno chiamati ad eleggere un nuovo sindaco.
Quello che c'era non c'è più,è andato via con tre anni d'anticipo e senza dire nulla.
Quello che c'era non c'è più ed è andato via perché i problemi di Francavilla sono tanti e per la loro risoluzione occorrono scelte difficili e magari impopolari,gente coraggiosa e competente,una città disposta a fare dei sacrifici.Tutto ciò è mancato fino ad oggi.
Invito gli utenti perciò a parlare dei problemi della città,dai più grandi ai più piccoli,dalle buche alla carenza dei servizi primari.
Dopo la discussione,sarà proposto un sondaggio ed i relativi risultati verranno discussi in un pubblico dibattito con le forze politiche che scenderanno in campo il 6 e 7 Giugno.

mercoledì 25 febbraio 2009

Per un partito veramente democratico.

Il progetto del Partito democratico attraversa una fase difficile e pericolosa.
Le dimissioni di Walter Veltroni non segnano esclusivamente il fallimento politico di una persona,ma al contrario evidenziano le difficoltà enormi che il partito intero sta affrontando sul piano politico,programmatico ed organizzativo.
Di analisi politiche e non sulla crisi del Pd ne abbiamo ascoltate e lette tante e rimarcarle sarebbe esercizio semplice,ma scarsamente utile per chi ha a cuore le sorti dei democratici italiani.
Tuttavia le suddette analisi peccano di una riflessione importante.Le difficoltà del Pd a livello nazionale,messe a nudo quotidianamente dai mezzi d'informazione,nascondono un dato ancor più allarmante:i problemi enormi che i democratici accusano a livello locale,perché è in quel contesto che è nata e si accresce giorno dopo giorno la crisi vera e profonda di un intero progetto politico.
Ripartire dai territori per ridare slancio al progetto politico del Pd è l'unica ricetta valida.
Il Partito democratico di Francavilla Fontana sotto questo punto di vista rappresenta il miglior esempio di quanto detto fino ad ora,anzi probabilmente rappresenta un vero e proprio "caso limite".
Il Pd della città degli Imperiali è nato con grandi aspettative,in una realtà in cui è altissima la richiesta di innovazione e di rottura rispetto al recente passato politico ed amministrativo targato centrodestra.
Tuttavia i democratici francavillesi fino ad ora non hanno saputo cogliere questa enorme opportunità.
Alla richiesta di innovazione e di rottura rispetto al passato si è risposto con tutt'altro.Soliti nomi,soliti metodi,soliti litigi,solito nulla.
Il Pd di Francavilla non ha un segretario,una segreteria ed un organo decisionale da cinque mesi e questa situazione politico-organizzativa grottesca non è figlia del "caso",ma di una precisa logica che vede, da anni, i maggiori partiti del centrosinistra (Ds e Margherita in testa) schiavi del volere delle oligarchie provinciali ,partiti incapaci di delimitare un proprio contesto di autonomia decisionale.
Ciò ha fatto si che,da un lato,Francavilla diventasse negli anni terreno di conquista per l'onorevole o il consigliere regionale di turno e dall'altro,che il centrosinistra francavillese rimanesse sempre minoritario senza diventare mai forza di governo per non assumere proprio quel livello di autonomia e di maturità politica temuto dalle oligarchie dei partiti.
La storia si è ripetuta anche con la nascita del Pd.
Un Pd volutamente debole,una pedina utile da spostare sullo scacchiere della politica provinciale.
Il Pd non ha un segretario?Meglio!
Il Pd non ha una linea politica?Meglio,la dettiamo noi!
Il Pd non ha un candidato sindaco?Meglio ancora,lo scegliamo noi!
"Noi",ovvero i cacicchi provinciali e gli onorevoli che si ricordano di Francavilla solo quando torna utile.
Quel "Noi" al contrario nel Partito democratico dovrebbe rappresentare i cittadini,i dirigenti locali,i consiglieri comunali che ogni giorno stanno a contatto con la gente,con i problemi di una comunità.
Invece a Francavilla accade il contrario.Un paio di dirigenti in nome e per conto di non si sa chi decidono il destino di un intero partito e lo fanno come la carboneria ottocentesca,in gran segreto, nei luoghi meno accessibili...
Si è passati dalle primarie,in cui migliaia di cittadini scelgono il loro candidato,alle dita di una mano che rappresentano il numero delle persone che si sono illegittimamente arrogate il diritto di decidere il destino del Partito democratico francavillese (sic!).
Sono tantissimi gli elettori del Pd,i dirigenti locali ed anche i semplici cittadini che non accettano tutto ciò,perché altrimenti avrebbero aderito,votato o guardato con interesse a Forza Italia,non certo al Partito democratico.
Allora occorre ripartire proprio dal termine democratico.Le decisioni vanno prese allargando al massimo la platea ed i programmi vanno scritti coinvolgendo tutti i settori della società.
Occorre costruire il Partito democratico che fino ad ora è stato solo un simbolo,una scatola vuota e per farlo è necessario che ad ognuno sia concessa l'opportunità di dare il proprio contributo,che ogni singolo cittadino si senta importante,che ogni idea abbia voce e luogo in cui essere espressa ed ascoltata.
All'importante appuntamento elettorale del 6 Giugno mancano poco più di cento giorni,pochi, molto pochi.
Tuttavia è possibile ancora coltivare una piccola speranza di invertire un processo che sta portando il centrosinistra all'ennesima sconfitta ed il Pd alla prematura scomparsa.
Ciò può avvenire soltanto attraverso l'immediato ripristino degli organi decisionali e politici interni al Pd francavillese ed al contempo mediante l'apertura vera,democratica e senza compromessi della scelta del candidato sindaco,delle alleanze e del programma di governo.
Se ciò non avverrà rapidamente saranno in molti,ragionevolmente,a non ritenere opportuno il proprio impegno nelle prossime elezioni amministrative,a non spendersi per un qualcosa che appare lontanissimo dai principi su cui si fonda il Partito democratico.
Per un Partito veramente democratico.


Se qualcuno lo ritiene opportuno,può liberamente sottoscrivere il post,documento,appello,grido di dolore o chiamatelo come volete...

lunedì 23 febbraio 2009

Due storie,un Paese,una speranza.

Ammetto che per il sottoscritto questo è uno di quei periodi in cui verrebbe naturale mandare tutto e tutti a quel Paese,ma sarebbe un errore.Un grosso errore,anzi un favore a tutti quelli che lavorano quotidianamente per consegnare a tutti noi una società peggiore.
Questo blog è rimasto chiuso per una settimana e non mi va per "pudore" di spiegarne i motivi,ma ci tengo a chiarire che il sottoscritto ha le spalle larghe e la forza per non farsi schiacciare i piedi o tappare la bocca da nessuno.
E allora forse è meglio ripartire dalla belle notizie,da quelle cose che sconfessano "lo schifo",motivetto molto in voga attualmente tra la gente e ti permettono di andare avanti con maggiore forza e convinzione.
La prima bella notizia è l'elezione di Valentina Paciullo alla guida dei Giovani democratici della provincia di Brindisi.I meriti sono tutti di Valentina ed io sono orgoglioso di aver creduto tempo fa nelle capacità di questa brillante ragazza quando le chiesi di collaborare con il blog.La politica ogni tanto è capace anche di prendere scelte giuste,di affidare le proprie sorti a gente capace,pulita e coraggiosa e quando ciò avviene i benefici non sono solo di una parte politica,ma di tutta la società.Auguri di buon lavoro Valentina!
La seconda bella notizia è la laurea di Emmanuele Lentini,un traguardo che ha un significato più importante rispetto a tanti altri che pur lo hanno raggiunto e non me ne vogliano i centinaia di laureati che ogni giorno sforna l'università italiana.Lui rappresenta un simbolo,un esempio che tanti nostri ragazzi dovrebbero osservare e magari cercare di seguire.La nostra società quotidianamente offre i modelli di vita più disparati,che possono essere seguiti o meno,che possono essere giudicati in maniera positiva o negativa.Io allora, poiché di questa strana società faccio involontariamente parte,voglio "offrire" a tutti la storia di un ragazzo che al destino infame che gli ha portato via troppo presto la mamma ed il papà ha saputo rispondere con forza,senza arrendersi,con la cultura,senza piangersi addosso perché troppo veloce gira oggigiorno il mondo.Emmanuele non ha una famiglia,ma ha avuto l'orgoglio di non chiedere niente a nessuno andando a prendersi con le sole sue forze un pezzo di carta,che altro non è se non un pezzo di futuro.Sono certo che quando leggerà questa post si incazzerà,ma quanto scritto è un piccolissimo tributo non solo ad un amico,ma ad un modello di vita.
Due storie certamente diverse che però raccontano la stessa cosa.Queste due storie ci impongono di riflettere sulla necessita che il nostro Paese ha di credere ed investire sui propri ragazzi,sul loro coraggio,sulle loro idee,sulla loro forza.
Due storie,un Paese e la speranza che prima o poi ci si accorga che la più grande ricchezza di un nazione è rappresentata dai propri figli,su cui bisogna investire e non "tagliare",a cui bisogna dare fiducia e non mortificazioni,certezze e non precarietà.

lunedì 9 febbraio 2009

Ciao Eluana,simbolo di libertà.


Un Partito bloccato dal nulla

Al Segr. Provinciale Lorenzo cirasino
Al Sen. Salvatore Tomaselli
Ai Dirigenti del circolo cittadino del PD di Francavilla

Egregio Segretario, esimio Senatore e cari amici,
la situazione diventa ogni giorno più incresciosa e io, con grande imbarazzo, ho cercato di rimanere in silenzio finora, nell’attesa che questa assurda crisi interna si risolvesse.
Ho pensato che data la mia inesperienza fosse opportuno lasciare che le diplomazie del Partito cercassero una possibile soluzione, e ho espresso le mie idee cercando di tenermi lontana dalla critica pubblica per non inasprire ancora di più gli umori…salvo l’essere stata poi comunque biecamente accusata di strumentalizzazione! Anche in quell’occasione, per il bene del Partito, ho deciso di soprassedere.
Ora, però, mi rendo conto che da troppo tempo si è schiavi del nulla.
Non so, o forse non mi va di com-prendere quali sono le motivazioni che ci fanno rimanere arenati in questa assurda crisi.
In questo marasma generale ho potuto capire una sola cosa: la causa di tutto non era Maurizio Bruno, né chi per lui. Se così non fosse, quel documento, con tanta passione sottoscritto da una buona maggioranza (almeno sulla carta), avrebbe dato seguito ad una buona proposta, con dei contenuti seri ed un programma credibile. Così non è stato. Le buone intenzioni dei sottoscrittori (sulle quali non ho l’ardire di sindacare), hanno solo contribuito a produrre lo sfascio completo del Partito (che di certo non navigava in buone acque già di suo).
Io sono sinceramente stanca di tutto questo.
Stanca di dover partecipare a riunioncine sul niente, che dovrebbero servire a capire “cosa hanno deciso gli altri dirigenti che a loro volta si sono riuniti in altri luoghi per sapere che cosa pensiamo noi…”.
Ormai si ragiona per schieramenti, e a me non va più giù la cosa!
Sarà il male oscuro dei sinistrati, ma dobbiamo renderci conto che questa volta Francavilla meritava il senso di responsabilità di un Partito davvero grande con un programma decisamente alternativo, in grado di analizzare gli innumerevoli problemi che la nostra città quotidianamente vive e di trovarne le risposte più adeguate.
Dobbiamo ammettere che abbiamo perso la nostra grande occasione!
Ho il fascicolo del Partito colmo di tutte le idee che si volevano mettere in campo per la città: dalla fabbrica del programma per quartieri, alla scuola di formazione politica, alla festa del Partito, ai gruppi di lavoro…idee e progetti che provenivano non da schieramenti, ma da dirigenti che avevo imparato a stimare e a rispettare.
Tutto bloccato. Tutte parole al vento.
Adesso abbiamo l’obbligo morale di uscire da questa impasse.
Questa è la proposta che vi sottopongo perché si pervenga nel più breve tempo possibile ad una svolta:
· chi di competenza, valuti l'esistenza, in una tempestiva riunione, con un ordine del giorno specifico, della possibile creazione di un nuovo esecutivo oppure apra una gestione commissariale;
· si creino le condizioni per una leale costituzione di un Centrosinistra unito, che accolga lo strumento delle primarie come metodo democratico per la scelta di un candidato sindaco che non sia più espressione elitaria dei partiti;
· si apra alla cittadinanza la costituzione di un programma di governo serio, coraggioso e lungimirante;
· cessi ogni sorta di personalismo e si lavori per un Partito unito e degno del consenso politico che chiede.
Se è vero che la crisi rappresenta un’opportunità di cambiamento, noi dobbiamo voltare pagina!
Non perché ci sono le elezioni amministrative tra qualche mese, non perché c’è urgenza di individuare un candidato sindaco competente, non per “vincere, costi quel che costi”, ma perché insieme dobbiamo iniziare a lavorare seriamente per la città in cui viviamo.
Questa è la politica in cui credo. Questa è la politica che voglio.
Se e quando mi renderò conto che le mie sono solo illusioni fanciullesche farò un passo indietro, senza problemi, e lascerò che la cruda realtà faccia il suo corso senza di me. Fino ad allora sono pronta a lavorare per il cambiamento.
Con stima e affetto immutati,
Valentina Paciullo.

sabato 7 febbraio 2009

La Quiete


Gli avvoltoi si avventano sempre, appena sentono l'odore di ciò che interessa loro. In questi giorni ne abbiamo visti tanti volteggiare dalle parti della clinica "la quiete", ma si è aggiunto un avvoltoio più piccolo, spelacchiato e vagamente cazzaro: il Premier. "A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Tutto qui". Silvio Berlusconi torna sulla vicenda di Eluana Englaro per ribadire la sua posizione. "Io penso che sia un fatto di cultura: da una parte c'è la cultura della morte, dello Stato che si impone sulla vita e dall'altra c'è la cultura della libertà e della vita. Io sto - conclude il premier - dalla parte della vita". Questo è un estratto dalla diretta di "Repubblica" che si commenta da solo: in Berlusconi arroganza e ignoranza procedono di pari passo. E' avidente che al Cavaliere importi solo acquistare crediti presso il Vaticano, dopo le uscite dei mesi  precedenti. E questo mi pare chiaro.
Una cosa non mi è chiara: perchè bisogna imporre agli altri una visione della vita che non è propria, ma è personale? Ma il Cristianesimo non è religione di pietà e di carità? E gli altri non sono il Popolo della libertà, i liberali?

venerdì 6 febbraio 2009

Lettera aperta all'on. Vitali

Egregio on. Luigi Vitali,
chi Le scrive è uno studente originario di Francavilla Fontana. Ho deciso di dedicarLe questa lettera aperta per due motivi:
1) Ritengo, innanzitutto, che un dialogo diretto con i rappresentanti del mondo politico sia stimolante, spero, per entrambe le parti. A tal proposito ho ritenuto Lei essere il maggior referente per una città come Francavilla;
2) Lei, inoltre, è esperto in materia di giustizia (che è il tema della lettera), dato il suo mestiere e gli incarichi parlamentari da Lei svolti.
Dopo questi (necessari) preamboli arrivo al dunque: come cittadino mi chiedo come sia possibile conciliare la “tolleranza zero” , invocata indistintamente da quasi tutte le forze politiche, con la Vostra posizione nei confronti delle intercettazioni. In poche parole avete chiesto il voto garantendo il pugno duro contro i reati che creano allarme sociale e poi cercate di bloccare un utile mezzo d’indagine. Sull’utilità di questo strumento cito le parole del pg della cassazione Vitaliano Esposito durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario: «Le intercettazioni, anche se sono un mezzo di indagine di per sè costoso, sono essenziali» e risultano essere «strumenti utili per il contrasto a diversi fenomeni criminali e vieppiù necessari per le indagini sulla criminalità organizzata o finalizzate alla cattura di latitanti, specie in un periodo storico in cui il contributo dei collaboratori di giustizia è estremamente ridotto». Insomma uno strumento al quale non è possibile rinunciare.
Molti giornali hanno riportato e riportano le dichiarazioni di politici che descrivono il nostro Paese in preda al caos, dove i fatti di tutti possono essere ascoltati da orecchie indiscrete. Naturalmente io non voglio uno Stato che sia un incontro tra il Leviatano e il Grande Fratello, in cui esiste un orecchio capace di captare ogni minimo suono, ma in Italia questo pericolo non esiste, almeno stando alla relazione della Commissione Giustizia del Senato approvata il 29 novembre 2006. Dalla relazione risulta che «le garanzie che il nostro sistema legale assicura al cittadino non hanno l'eguale, ovviamente nella teorica prospettazione normativa, presso alcun'altra democrazia occidentale». Il documento è più lungo ed invita a rivedere alcune norme in materia ma paragona anche il sistema italiano a quelli stranieri, risultando in occidente come il più garantista. Insomma questo “allarme intercettazioni” sembra francamente ingiustificato.
In questi mesi si sono succedute diverse dichiarazioni di vari esponenti politici, tra i quali anche quelle del Presidente del Consiglio, su tale tema. Non conosco ancora quale sarà la soluzione finale adottata dal legislatore, ma le proposte lanciate sino ad ora sembrano non lasciare spazio a dubbi: intercettazioni solo per i reati con pena edittale superiore ai 10 anni e per un periodo massimo di 60 giorni.
Giustificata sarebbe, al contrario, la delusione degli elettori del centrodestra che Vi hanno votato pensando di assistere ad una lotta contro la criminalità. Ecco: come si riesce da un lato a combattere la criminalità e dall’altro a ridurre (o ad abolire per moltissimi reati) l’uso delle intercettazioni?
In attesa di una Sua risposta, Le porgo cordiali saluti,
Perugia, 01/02/2009
Emmanuele Lentini

martedì 3 febbraio 2009

Il positivo che infastidisce

Pubblichiamo l'intervento di d. Luigi Ciotti, presidente di "Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie".
Il blog "La Chiazza francavillese" esprime piena solidarietà all'associazione,ai ragazzi di Libera che da tempo ormai si spendono per donare dignità e nuova vita alla nostra terra.
Un saluto particolare ad Alessandro Leo,ragazzo di cui la nostra città dovrebbe andar fiera,impegnato anch'egli nello splendido progetto che Libera porta avanti nella nostra terra.
L'intervento di Don Ciotti

La serie di intimidazioni contro la cooperativa "Terre di Puglia-Libera Terra" in provincia di Brindisi, ultima quella odierna al presidente della cooperativa, provoca certo disorientamento e fatica. E tuttavia, al di là delle loro intenzioni, quei gesti vili sono la riprova del positivo che in quella terra stiamo cercando di costruire anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell'ordine. Un positivo che allarma e infastidisce chi vuole continuare a imporre le logiche della violenza e del profitto illecito. Un positivo che va però alimentato giorno per giorno con il contributo di tutti: cittadini e associazioni, istituzioni e chiese. La lotta alle mafie e alle organizzazioni criminali si snoda lungo un percorso tortuoso, spesso in salita, che richiede continuità, coerenza e strategie volte non solo a reprimere i fatti criminali ma a sradicare, attraverso proposte sociali e culturali concrete, la mentalità mafiosa che sta alla base di quei fatti. E' un impegno che deve essere trasversale come il fenomeno che intende sconfiggere. E non è un caso che la notizia delle intimidazioni avvenute nella Puglia protagonista, solo un anno fa, della "Giornata della memoria e dell'impegno", ci abbia raggiunti a Città del Messico, dove Libera è stata chiamata dalla Commissione Episcopale messicana per portare il suo contributo di ricerca e proposta in una terra martoriata dalla violenza dei "cartelli" del narcotraffico. Tre giorni d'intenso lavoro in cui cercheremo di costruire un ulteriore tassello di quel "noi" di collaborazione e speranza che rappresenta il vero antidoto al potere mafioso e la risposta alle complicità, all'indifferenza e alla rassegnazione su cui basa la propria forza.