
Il progetto del Partito democratico attraversa una fase difficile e pericolosa.
Le dimissioni di Walter Veltroni non segnano esclusivamente il fallimento politico di una persona,ma al contrario evidenziano le difficoltà enormi che il partito intero sta affrontando sul piano politico,programmatico ed organizzativo.
Di analisi politiche e non sulla crisi del Pd ne abbiamo ascoltate e lette tante e rimarcarle sarebbe esercizio semplice,ma scarsamente utile per chi ha a cuore le sorti dei democratici italiani.
Tuttavia le suddette analisi peccano di una riflessione importante.Le difficoltà del Pd a livello nazionale,messe a nudo quotidianamente dai mezzi d'informazione,nascondono un dato ancor più allarmante:i problemi enormi che i democratici accusano a livello locale,perché è in quel contesto che è nata e si accresce giorno dopo giorno la crisi vera e profonda di un intero progetto politico.
Ripartire dai territori per ridare slancio al progetto politico del Pd è l'unica ricetta valida.
Il Partito democratico di Francavilla Fontana sotto questo punto di vista rappresenta il miglior esempio di quanto detto fino ad ora,anzi probabilmente rappresenta un vero e proprio "caso limite".
Il Pd della città degli Imperiali è nato con grandi aspettative,in una realtà in cui è altissima la richiesta di innovazione e di rottura rispetto al recente passato politico ed amministrativo targato centrodestra.
Tuttavia i democratici francavillesi fino ad ora non hanno saputo cogliere questa enorme opportunità.
Alla richiesta di innovazione e di rottura rispetto al passato si è risposto con tutt'altro.Soliti nomi,soliti metodi,soliti litigi,solito nulla.
Il Pd di Francavilla non ha un segretario,una segreteria ed un organo decisionale da cinque mesi e questa situazione politico-organizzativa grottesca non è figlia del "caso",ma di una precisa logica che vede, da anni, i maggiori partiti del centrosinistra (Ds e Margherita in testa) schiavi del volere delle oligarchie provinciali ,partiti incapaci di delimitare un proprio contesto di autonomia decisionale.
Ciò ha fatto si che,da un lato,Francavilla diventasse negli anni terreno di conquista per l'onorevole o il consigliere regionale di turno e dall'altro,che il centrosinistra francavillese rimanesse sempre minoritario senza diventare mai forza di governo per non assumere proprio quel livello di autonomia e di maturità politica temuto dalle oligarchie dei partiti.
La storia si è ripetuta anche con la nascita del Pd.
Un Pd volutamente debole,una pedina utile da spostare sullo scacchiere della politica provinciale.
Il Pd non ha un segretario?Meglio!
Il Pd non ha una linea politica?Meglio,la dettiamo noi!
Il Pd non ha un candidato sindaco?Meglio ancora,lo scegliamo noi!
"Noi",ovvero i cacicchi provinciali e gli onorevoli che si ricordano di Francavilla solo quando torna utile.
Quel "Noi" al contrario nel Partito democratico dovrebbe rappresentare i cittadini,i dirigenti locali,i consiglieri comunali che ogni giorno stanno a contatto con la gente,con i problemi di una comunità.
Invece a Francavilla accade il contrario.Un paio di dirigenti in nome e per conto di non si sa chi decidono il destino di un intero partito e lo fanno come la carboneria ottocentesca,in gran segreto, nei luoghi meno accessibili...
Si è passati dalle primarie,in cui migliaia di cittadini scelgono il loro candidato,alle dita di una mano che rappresentano il numero delle persone che si sono illegittimamente arrogate il diritto di decidere il destino del Partito democratico francavillese (sic!).
Sono tantissimi gli elettori del Pd,i dirigenti locali ed anche i semplici cittadini che non accettano tutto ciò,perché altrimenti avrebbero aderito,votato o guardato con interesse a Forza Italia,non certo al Partito democratico.
Allora occorre ripartire proprio dal termine democratico.Le decisioni vanno prese allargando al massimo la platea ed i programmi vanno scritti coinvolgendo tutti i settori della società.
Occorre costruire il Partito democratico che fino ad ora è stato solo un simbolo,una scatola vuota e per farlo è necessario che ad ognuno sia concessa l'opportunità di dare il proprio contributo,che ogni singolo cittadino si senta importante,che ogni idea abbia voce e luogo in cui essere espressa ed ascoltata.
All'importante appuntamento elettorale del 6 Giugno mancano poco più di cento giorni,pochi, molto pochi.
Tuttavia è possibile ancora coltivare una piccola speranza di invertire un processo che sta portando il centrosinistra all'ennesima sconfitta ed il Pd alla prematura scomparsa.
Ciò può avvenire soltanto attraverso l'immediato ripristino degli organi decisionali e politici interni al Pd francavillese ed al contempo mediante l'apertura vera,democratica e senza compromessi della scelta del candidato sindaco,delle alleanze e del programma di governo.
Se ciò non avverrà rapidamente saranno in molti,ragionevolmente,a non ritenere opportuno il proprio impegno nelle prossime elezioni amministrative,a non spendersi per un qualcosa che appare lontanissimo dai principi su cui si fonda il Partito democratico.
Per un Partito veramente democratico.
Se qualcuno lo ritiene opportuno,può liberamente sottoscrivere il post,documento,appello,grido di dolore o chiamatelo come volete...